FOCUS PRESEASON CON … Mario Condorelli

Benvenuti nella nostra nuova rubrica FOCUS PRESEASON CON …, lo spazio dedicato ai protagonisti della Serie C siciliana per scoprire da vicino sensazioni, strategie e segreti in vista del prossimo campionato.

Informazioni preziose che aiuteranno i Fantacoach a studiare le mosse migliori e ad allestire un roster vincente per la nuova stagione del nostro Fantabasket!

Abbiamo fatto una chiacchierata con Mario Condorelli, DS della PGS Sales, che ci ha raccontato la scelta di ripartire dopo il ripescaggio con un progetto “linea verde” forte e dinamico. Un gruppo profondamente rinnovato con ben 11 atleti in foresteria, guidato dall’esperienza di coach Slavko Djukic e dai preziosi innesti di Moro e Vincitorio. Nel corso del dialogo il DS ha evidenziato la centralità del settore giovanile d’élite con la sinergia creata assieme a coach Gullotti e l’integrazione costante con l’Under 19 Gold, per poi offrire una panoramica dettagliata sulle favorite del girone, le insidiose neopromosse e la possibile squadra sorpresa del torneo.

Mancano poche settimane alla prima di campionato: quali sono le sue sensazioni e che atmosfera si respira in palestra vedendo il gruppo al lavoro sotto la guida di coach Djukic? La squadra è stata ampiamente rinnovata, con molti volti nuovi, tra cui innesti di spessore quali Moro e Vincitorio. Come procede l’inserimento dei nuovi arrivati?

Le sensazioni sono sicuramente positive. Abbiamo costruito un gruppo profondamente rinnovato e, quando si cambia così tanto, serve inevitabilmente tempo perché i ragazzi imparino a conoscersi, dentro e fuori dal campo. Ecco il perché di allenamenti intensi e frequenti, con doppie sedute giornaliere. Quello che vediamo quotidianamente in palestra, però, ci piace molto: ci sono entusiasmo, intensità e soprattutto una grande disponibilità al lavoro.

La scelta di coach Slavko Djukic è stata centrale nella costruzione del nuovo progetto. Parliamo di un allenatore con un’esperienza importante e un curriculum internazionale, al quale abbiamo affidato un gruppo estremamente giovane proprio perché riteniamo possa trasferire ai ragazzi non soltanto competenze tecniche, ma anche cultura del lavoro e mentalità.

Moro e Vincitorio sono certamente due innesti di spessore che potranno darci esperienza, qualità e voglia di emergere, ma abbiamo cercato di costruire il roster guardando all’equilibrio complessivo più che ai singoli nomi.

In realtà, la nostra prima scelta era stata quella di attingere soprattutto dal territorio. Conosciamo bene tanti ragazzi catanesi e siciliani e ci sarebbe piaciuto costruire una parte importante del roster con loro. Poi, confrontandoci concretamente con il mercato, abbiamo riscontrato in diversi casi aspettative – economiche e non solo – difficili da conciliare con la nostra idea di progetto e, consentitemelo, talvolta persino con la realtà della categoria. A quel punto ci siamo posti una domanda molto semplice: perché inseguire qualcuno per convincerlo a sposare la nostra causa, quando all’esterno c’erano giovani pronti a fare sacrifici pur di avere un’opportunità?

Abbiamo quindi cambiato prospettiva, andando a cercare ragazzi che avessero prima di tutto fame, ambizione e voglia di crescere: giovani disposti a lasciare casa, venire a Catania, allenarsi due volte al giorno e mettersi completamente a disposizione dell’allenatore. Per noi questa motivazione ha un valore enorme, persino superiore a qualche qualità tecnica in più.

Oggi abbiamo undici atleti in foresteria e un roster che spazia dalle classi 2004 – che paradossalmente possiamo quasi definire i nostri veterani – fino ai 2012. Abbiamo cercato un mix di qualità tecnica, grinta, atletismo e quella sana sfacciataggine tipica dei giovani. Adesso spetta a coach Djukic trasformare tutto questo in una squadra.

Dopo il ripescaggio, la società ha scelto di ripartire dall’esperienza di coach Djukic e dalla “linea verde”, confermandosi tra i roster più giovani del campionato. Qual è l’obiettivo principale per questa stagione e quanto sarà centrale il contributo dei ragazzi dell’Under 19 Gold?

Il ripescaggio ci ha dato la possibilità di riprendere un percorso nel quale avevamo creduto fin dall’inizio. Credo sia giusto ricordare che lo scorso anno, da matricola assoluta, eravamo partiti molto bene, dimostrando di poter stare in questa categoria. Avevamo costruito un gruppo con atleti interessanti, tanto che già prima di Natale erano arrivate richieste per alcuni dei nostri ragazzi da parte di altre società. Per noi si trattava di una conferma importante: significava che le scelte fatte in estate e il lavoro svolto stavano portando i loro frutti.

Poi sono arrivati quei due mesi complessi che conosciamo bene, con tutte le difficoltà che ne sono conseguite, e la stagione ha preso una direzione completamente diversa. Non voglio cercare alibi: alla fine i risultati parlano chiaro e dagli errori bisogna sempre imparare. Rimane tuttavia la convinzione che le fondamenta di quel progetto fossero valide e che, senza quella lunga parentesi negativa, avremmo avuto la possibilità di dimostrarlo fino in fondo.

È da questa consapevolezza che siamo ripartiti: facendo tesoro dell’esperienza dello scorso campionato per dare ancora più coerenza alla nostra linea tecnica.

L’obiettivo è certamente quello di essere competitivi in Serie C – perché nessuno scende in campo per fare da comparsa – ma, allo stesso tempo, non vogliamo perdere di vista la vera finalità del nostro progetto: far crescere e valorizzare i nostri giovani.

Stiamo investendo in maniera particolare sui gruppi 2009, 2010 e 2011, inserendo anche prospetti che riteniamo molto interessanti in un’ottica di prospettiva. L’Under 19 Gold non sarà un’entità separata dalla prima squadra, bensì un vero e proprio serbatoio dal quale attingere.

L’idea tecnica è quella di creare un percorso continuo in cui un ragazzo possa passare progressivamente dal settore giovanile alla prima squadra, allenandosi e confrontandosi con giocatori più grandi e trovando spazio quando dimostra di meritarlo.

In quest’ottica va letta la scelta di affidare a Carmelo Gullotti la responsabilità del nostro settore giovanile d’élite. Gullotti conosce profondamente l’ambiente Sales e i nostri ragazzi, e avrà un ruolo determinante nel cammino che vogliamo compiere nei campionati d’Eccellenza.

Djukic e Gullotti rappresentano due tasselli fondamentali dello stesso progetto: da una parte l’esperienza internazionale e la gestione della prima squadra; dall’altra la conoscenza profonda della nostra realtà e la valorizzazione del vivaio. Intorno a loro stanno nascendo sinergie nuove e molto stimolanti.

L’obiettivo a medio termine è semplice da spiegare, sebbene complesso da realizzare: vogliamo arrivare a strutturare la prima squadra attingendo in misura sempre maggiore dal nostro settore giovanile.

Guardando alle avversarie del girone, quali squadre considera favorite per il vertice e chi, tra club e singoli giocatori, potrebbe rivelarsi la vera sorpresa del torneo?

Sulla carta vedo sicuramente Cefalù, Dierre, Alfa e Comiso tra le formazioni maggiormente attrezzate per stazionare nella parte alta della classifica.

Non sottovaluterei però Ribera e Pozzallo: sono due neopromosse, ma hanno allestito roster di tutto rispetto e credo possano inserirsi molto bene nella categoria.

Come possibile sorpresa dico Nova: mi sembra una squadra interessante con le caratteristiche giuste per disputare un campionato di livello.

Detto questo, la Serie C è un torneo lungo e insidioso; per un pronostico attendibile bisognerà aspettare almeno la pausa natalizia. Le squadre possono sembrare forti sulla carta, ma poi subentrano molti fattori: gli equilibri interni, gli infortuni, la continuità, il lavoro settimanale e, soprattutto, la crescita del gruppo.

Per quanto ci riguarda, preferisco non fissare limiti. Sappiamo di avere una squadra molto giovane e dovremo mettere in conto qualche inevitabile passaggio a vuoto, ma disponiamo anche di ragazzi con entusiasmo, talento e tanta voglia di mettersi in mostra.

Vogliamo essere la classica squadra che magari all’inizio viene sottovalutata, ma che nessuno sarà contento di affrontare con il prosieguo del campionato.

Grazie Mario e in bocca al lupo per la nuova stagione!

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