Il “Punto delle Società” con … Manuel M’sakni (Ribera Knights)

La nostra rubrica “Il Punto delle Società” non si ferma! Continua il nostro tour de force in Divisione Regionale 1 per parlare con i protagonisti che si contenderanno il titolo.

Dopo aver analizzato il Basket Cefalù 1972, oggi la nostra rubrica fa tappa a Ribera per sentire una delle formazioni più accreditate alla vittoria finale: i Ribera Knights! La squadra ha dominato la Regular Season l’anno scorso ed è stata fermata solo in finale, e quest’anno punta a riprendersi ciò che le è sfuggito.

Abbiamo avuto il piacere di scambiare due battute con il coach Manuel Costa M’sakni.

Con lui abbiamo sviscerato la strategia di mercato: dalla conferma dei pilastri ai nuovi innesti, senza nascondere le ambizioni, ma spostando l’attenzione sul concetto di squadra e mentalità.

Buonasera coach. Avete puntato sulla conferma dell’ossatura che ha dominato la Regular Season l’anno scorso (Kazlauskis, Bellavia, Cuffaro, Moricca) integrandola con elementi chiave. Siete riusciti a raggiungere gli obiettivi prefissati in fase di mercato?

Assolutamente sì. Abbiamo voluto dare continuità a un progetto vincente, costruendo sullo zoccolo duro che l’anno scorso ha fatto la differenza. Il nostro DS Vincenzo Amodei ha fatto un lavoro straordinario, muovendosi con lucidità e tempismo sul mercato.
Mokoi è un’altra conferma importante, mentre Paoli, Pezzimenti, Joseph, Petrina e Karac rappresentano innesti di qualità, energia e mentalità. Sono ragazzi che si stanno allenando con intensità e si sono inseriti alla perfezione nel gruppo.
Siamo soddisfatti del mercato, ma adesso conta solo una cosa: trasformare il potenziale in risultati.

Oltre ai “soliti noti”, c’è un giovane del roster, o un giocatore in generale, su cui punta particolarmente per il definitivo salto di qualità in questa stagione? La sua “scommessa” personale?

La mia scommessa è la squadra.
Non mi piace parlare di singoli: il nostro progetto è collettivo, basato sulla crescita di tutti, giorno dopo giorno. Abbiamo tanti ragazzi giovani, con fame, talento e spirito di sacrificio. Vogliamo costruire qualcosa di duraturo, che vada oltre la singola stagione.
Il vero salto di qualità lo farà chi saprà mettere il gruppo davanti a sé stesso. È questo che rende grande una squadra.

Nonostante abbiate dominato per gran parte della scorsa stagione, il Basket Cefalù 1972 sembra essere indicato come favorito. Per voi, la promozione in Serie C è un must o preferite tenere un profilo più basso?

Rispettiamo tutti, ma non temiamo nessuno.
Cefalù è una grande squadra, costruita per vincere, ma noi scendiamo in campo ogni volta per competere al massimo. La promozione non deve diventare un’ossessione: deve essere una conseguenza naturale del lavoro, della mentalità e della coesione del gruppo.
Abbiamo un obiettivo chiaro e ci arriveremo solo con il sacrificio e l’umiltà che ci contraddistinguono.
Sono orgoglioso dei nostri dirigenti — Gagliano, Amodei, Grisafi, Vinti, Bono, Palmeri, Naglieri e Giordano — che hanno lavorato duramente per metterci nelle migliori condizioni possibili. Adesso tocca a noi. È il momento di dimostrare chi siamo, sul campo.

Grazie a coach M’sakni per la disponibilità.

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