5 DOMANDE A … ENZO PATRIZIO (COACH SIAZ)
Dalla Campania alla Sicilia, con una promozione storica in tasca e una nuova sfida tutta da vivere. Questa settimana, per la nostra rubrica 5 DOMANDE A … abbiamo incontrato Enzo Patrizio, allenatore della SIAZ Basket Piazza Armerina, protagonista di una stagione memorabile culminata con la conquista della Serie B Nazionale.
Con lui abbiamo parlato della promozione dalla B Interregionale, del rapporto con la società, la città e i tifosi, delle ambizioni per il prossimo campionato, del nuovo roster e della sua filosofia di gioco e, infine, dell’esperienza di vita in Sicilia, dentro e fuori dal parquet.
Buongiorno coach e grazie per aver accettato il nostro invito. Sono passati 8 mesi dal suo arrivo in Sicilia e oggi si ritrova a guidare la SIAZ in Serie B Nazionale. Cosa ha significato per lei questa promozione, soprattutto considerando che non partivate coi favori del pronostico?
Sono arrivato il 16/11/24 sapendo che non sarebbe stato un percorso facile; sinceramente però non mi aspettavo di incontrare sin dalla prima settimana tante difficoltà, dovute ai numerosissimi infortuni ed al poco tempo che avevamo per fare uno switch. Una delle maggiori criticità è stata l’assenza per più di 27 gare dello straniero Ochipinti, senza dimenticare la mancanza di Laganà per 13 gare.
Paradossalmente sono state proprio queste criticità a cementare i legami del gruppo rendendolo più coeso e resiliente. Questo atteggiamento dei ragazzi, insieme all’inserimento di Coltro nel mercato di riparazione, ci ha spinto fino alla fine e ci ha dato tanta solidità, che ci ha permesso di superare anche l’assenza per infortunio di Minore nei playoff. Essere stata una delle 4 società su 96 partecipanti in Italia ad ottenere la promozione in B1 ed avere battuto la concorrenza di squadre blasonate come Monopoli, Viola e Scandone, ci riempie di orgoglio.
La società le ha rinnovato la fiducia ancor prima delle semifinali: un attestato raro nel mondo sportivo. Come ha vissuto questo gesto e che rapporto ha costruito con l’ambiente di Piazza Armerina, dalla dirigenza ai tifosi?
La proprietà mi ha sempre sostenuto e supportato ed il gesto di rinnovarmi il contratto per altri tre anni, ancor prima della fine della stagione, è una testimonianza del legame che si è creato. Questa profonda connessione con l’intera famiglia Laversa, con il direttore Genovese, sempre al mio fianco, con i nostri splendidi tifosi, nonché con la città, ci vede tutti uniti verso nuovi traguardi da raggiungere.
Il nuovo campionato di B Nazionale si preannuncia molto competitivo. Come giudica il livello e quali sono le ambizioni della sua SIAZ in un girone con squadre blasonate quali le siciliane Agrigento e Capo d’Orlando?
La B Nazionale è un campionato che ci metterà a dura prova, sia per il girone proibitivo nel quale siamo stati inseriti che per il livello tecnico, fisico ed organizzativo. Sosterremo lunghissime trasferte, affronteremo squadre titolate, esperte e costruite per raggiungere ambiziosi traguardi, dovremo farci trovare pronti! Da neopromossa, la Siaz dovrà, a tutti i costi, raggiungere l’obiettivo della salvezza, attraverso la sofferenza, l’umiltà e la voglia di stupire.
Il nuovo roster è già stato completato con tanti innesti, anche giovani promettenti. Cosa ci può dire sulla squadra che sta nascendo e sul tipo di basket che vuole proporre in questa stagione?
Il roster è stato rivoluzionato con l’inserimento di nove nuovi giocatori, spinti tutti dalla medesima motivazione: stupire in questo campionato ed ottenere buoni risultati. Per conseguire l’obiettivo prefissato, è necessario che i giocatori confermati della scorsa stagione indichino la strada da percorrere ai nuovi compagni, i quali dovranno quanto prima inserirsi, affinché si possa diventare “squadra” e palesare solidità, unione e concertazione di intenti. Sono convinto che abbiamo una buona base di talento offensivo, ma il segreto della nostra eventuale proficua stagione sarà costruire, sin dal primo giorno, una mentalità e dedizione alla fase difensiva che potrebbe facilitare le prestazioni di squadra.
Dalla Campania alla Sicilia: cosa le ha lasciato questa esperienza finora, anche fuori dal campo? C’è qualcosa di particolare che le ha fatto sentire questa terra un po’ più casa?
Questa esperienza cestistica mi ha regalato molto più di quanto immaginassi, anche fuori dal campo. Mi ha permesso di conoscere persone autentiche, accoglienti, con cui ho costruito un legame forte e spontaneo, quasi familiare. La Sicilia, con la sua umanità, i suoi ritmi e la sua intensità, mi ha fatto sentire accolto fin da subito. Quello che l’ha resa speciale è stata proprio quella connessione quotidiana, fatta di piccoli gesti, sorrisi, tradizioni condivise. In qualche modo, questa terra è riuscita a trasmettermi un senso di appartenenza, rendendola un po’ più casa.
Un sentito ringraziamento a coach Enzo Patrizio per la disponibilità e per aver condiviso con noi pensieri, emozioni e prospettive in questo momento così significativo del suo percorso.
