5 DOMANDE A … FABIO CIPOLLA (PRESIDENTE GELA BASKET)

Nuova puntata della rubrica: 5 DOMANDE A … Come ogni sabato, pubblichiamo una nostra intervista a professionisti del mondo della pallacanestro, con un focus sulle serie minors.

Questa settimana abbiamo avuto il piacere di porre le 5 domande a Fabio Cipolla, presidente del Gela Basket, attualmente secondo nel Campionato di Serie C.

Con lui abbiamo fatto un primo bilancio sulla stagione del Gela Basket e abbiamo parlato della sua passione per il basket, dell’importanza della comunicazione, della presenza di tanti ragazzi balcanici in squadra e del suo rapporto con coach Bernardo.

Buongiorno Presidente e grazie per aver accettato il nostro invito. La prima domanda è di carattere personale. Quest’estate ha assunto il ruolo di presidente del Basket Gela, salvando la società dal fallimento. Ci può raccontare intanto come è nata la sua passione per il basket e cosa l’ha spinta ad assumere questo ruolo? Quali sono le sfide che si trova ad affrontare quotidianamente?

Premesso che sono un grande appassionato di sport, da giovane ho praticato praticamente tutte le discipline, dal calcio al tennis, dal nuoto al ciclismo, fino a qualche anno fa. Ho anche avuto diverse esperienze dirigenziali nel volley, sia maschile che femminile.
Amo ripetere che lo sport non è solo sport e sono convinto che una città come Gela possa assolutamente risorgere partendo dallo sport.
Ho sempre seguito il basket e anche la mia famiglia mi supporta in questa passione. Sono, insieme ad altri amici, tra i fondatori di questo magnifico progetto sportivo. Quando la scorsa estate abbiamo rischiato di abbandonarlo, è scattato qualcosa: ci siamo rimboccati le maniche, abbiamo coinvolto aziende, professionisti e semplici sportivi, e siamo riusciti nell’impresa di salvare e rilanciare il progetto.
Le sfide sono continue, sia sul campo la domenica, ma direi ogni giorno della settimana. Il progetto necessita, oltre che di risorse, soprattutto di uomini, ognuno con le proprie mansioni. Una buona organizzazione produce grandi risultati.
Portare 1000 persone al PalaLivatino a seguire la Cicogna del Gela Basket è il nostro più grande successo!

Proviamo a fare un primo bilancio della stagione. A sette giornate dalla fine della stagione regolare, il Basket Gela è secondo, a sei punti dall’Alfa Catania. Come giudica il percorso della squadra finora? Quali sono gli obiettivi per questa stagione e quali sono le ambizioni per il futuro?

La stagione ad oggi è esaltante; siamo passati dalla sofferenza estiva a vivere ora un sogno. La squadra ha fatto un cammino incredibile che ci vede tra le grandi protagoniste del torneo. L’obiettivo dichiarato è giocarcela fino alla fine; poi sarà il campo a decidere. Non voglio apparire presuntuoso, ma ritengo che la Serie C vada assolutamente stretta a una piazza come Gela.

La squadra conta su sette giocatori provenienti dalla “scuola slava”. Cosa ha portato la dirigenza a scegliere questo tipo di mercato e quali sono le caratteristiche, anche umane, che cercato nei giocatori da acquistare?

La squadra ha una grande presenza balcanica. Sono ragazzi che sanno giocare a basket, lo hanno proprio nel sangue, possiedono una grande fisicità, una forte voglia di emergere e un grande senso del lavoro sportivo.
Abbiamo la fortuna di avere dei grandi atleti, ma soprattutto degli ottimi ragazzi, che seguiamo a 360 gradi e che ci hanno arricchito con la loro cultura.
Alloggiano tutti nella nostra foresteria del PalaLivatino, la nostra splendida casa. Alcuni vanno a scuola, c’è un grande lavoro dietro

Siete molto attivi sui social media. Quanto è importante per voi la comunicazione? Avete in cantiere iniziative che possano avvicinare ulteriormente la squadra alla comunità locale?

Quest’anno la comunicazione è stata il nostro grande obiettivo. Abbiamo uno staff che lavora quotidianamente, dai social all’abbigliamento. Nulla è lasciato al caso: coccoliamo giornalmente i nostri sponsor, abbiamo un fotografo ufficiale, un social media manager e tante persone che curano la nostra immagine e il rapporto con il territorio.
Abbiamo la grande ‘pretesa’ di portare la nostra Cicogna, un grande simbolo di positività e di vita, ovunque. Abbiamo già realizzato diversi progetti con le scuole e con varie associazioni sportive e non, con le quali interagiamo quotidianamente. Abbiamo fatto un progetto con la pubblica amministrazione sulla raccolta differenziata e abbiamo all’orizzonte molti altri progetti.
Per noi lo sport è soprattutto inclusione, socializzazione, gioco di squadra, oltre che rispetto delle regole.

L’ultima domanda è su coach Salvatore Bernardo, noto per la sua passione e dedizione. Come descriverebbe il suo rapporto con lui?

Con il “mio” coach Salvatore Bernardo, alla base c’è una grande amicizia e una immensa stima reciproca. Lui è il basket, non ho problemi a definirlo la vera anima del progetto, una persona innamorata di questo sport come pochi. Il confronto giornaliero con lui e con gli altri dirigenti è la forza vincente del nostro team.
Infine, devo, anzi dobbiamo tutti, ringraziare le nostre famiglie, che ci seguono con tanto entusiasmo in questa magnifica avventura, che speriamo ci porti lontano.

Grazie Presidente per la disponibilità. E’ stato un piacere poterla intervistare.

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