5 DOMANDE A … Giuseppe Bonaiuto (Coach Siracusa Basket)
Nuova puntata della rubrica 5 DOMANDE A …. Questa settimana abbiamo avuto il piacere di intervistare Giuseppe Bonaiuto, Allenatore del Siracusa Basket, sesta in classifica, a due giornate dal termine della Regular Season del Campionato di Serie C.
Con lui abbiamo parlato del suo passaggio da giocatore ad allenatore, della stagione del Siracusa Basket e dell’apporto di Gojkovic e Peral Solana, della valorizzazione dei giovani e del rapporto col fratello Giovanni.
Buongiorno Giuseppe, grazie per aver accolto il nostro invito. Partiamo subito con una domanda personale. Quando hai deciso di intraprendere la carriera da allenatore? Com’è stato per te il passaggio dal ruolo di giocatore a quello di allenatore e come vivi la tua professione oggi, rispetto agli inizi?
Buongiorno, il piacere è mio. Il passaggio da giocatore ad allenatore, all’inizio, è stato difficile perché vedi tutto in maniera diversa. Cerchi di metterti nei panni di ognuno dei tuoi giocatori, essendo stato anch’io giocatore, e cerchi di pensare a come far rendere al massimo ognuno di loro, al servizio della squadra.
La scorsa stagione siete riusciti a centrare la promozione in Serie C. Quest’anno, l’obiettivo iniziale dichiarato era quello di centrare la salvezza. Vista l’attuale classifica (siete sesti in classifica, quando mancano 2 giornate alla fine della regular season, in piena zona playoff), gli obiettivi della società sono cambiati? Per il futuro, quali sono i progetti del Siracusa Basket?
Quando abbiamo rilevato questa società con la mia compagna, non ci aspettavamo che, nel giro di soli quattro anni, e con tutte le difficoltà economiche e strutturali, saremmo riusciti a ottenere questi risultati in così poco tempo. Adesso ci stiamo giocando qualcosa di bello che i ragazzi meritano e faremo il possibile per raggiungerlo. Viviamo alla giornata, cercando di crescere sempre, partita dopo partita.
In squadra ci sono molti giovani talenti e, come società, state partecipando a numerosi campionati giovanili, con ottimi risultati. Quanto è importante per un giovane giocatore avere la possibilità di ambire a giocare in prima squadra? Dal punto di vista della sostenibilità economica, quanto è rilevante poter contare su giocatori locali? Pensi che questa possa essere una strada per il futuro del club?
Il nostro principale obiettivo è sempre stato quello di costruire sia uomini che giocatori nella nostra società. Grazie al lavoro dei nostri istruttori e allenatori, stiamo ottenendo ottimi risultati a livello giovanile. Per noi è un onore avere in prima squadra tanti ragazzi formati da noi. Lavoriamo per dare a ognuno di loro un senso di appartenenza, affinché il sogno di ciascuno sia quello di arrivare in prima squadra.
A proposito di giovani, avete ingaggiato, a campionato in corso, i due ventenni Vuk Gojkovic (19.4 punti di media e 24.5 nelle ultime 7) e Juan Francisco Peral Solana (13.8 di media e 29 nella vittoria a Comiso), che si stanno dimostrando determinanti per il rendimento della squadra. Da quando sono arrivati, avete ottenuto 9 vittorie in 12 partite. Cosa ha spinto la società a puntare su questi due giovani talenti? E qual è stato l’impatto che hanno avuto sul gruppo e sulle dinamiche di squadra?
Sicuramente siamo stati bravi e fortunati ad aver preso Juan e Vuk, che hanno alzato nettamente l’intensità sia degli allenamenti che della squadra. Ma la cosa più importante è che ognuno degli altri giocatori, da Alescio, Carpinteri, Amenta, Montanari, Bonaiuto, Carbone, fino a tutti i nostri under, ha alzato il livello e sta dimostrando giorno dopo giorno di poter dare un enorme contributo in Serie C. Il gruppo sta facendo la differenza, e soprattutto il fattore campo, con i nostri splendidi tifosi, ci ha dato una spinta fondamentale per poter crescere partita dopo partita. Ora non vogliamo porci limiti: siamo alle finali regionali Under 19, Under 15 e potremmo andarci anche con l’Under 14. Vogliamo provare a finire bene la stagione su tutti i settori, per poi poter programmare qualcosa di ancora più importante che ci faccia crescere sempre, partendo dai nostri bimbi del Minibasket.
Nel roster è presente anche tuo fratello Giovanni. Come vive un allenatore il fatto di avere un fratello in squadra? Qual è il rapporto tra di voi durante gli allenamenti e le partite?
Il rapporto con mio fratello è ottimo. Lui è cresciuto sui campi d’Italia, seguendomi ovunque giocassi. Fuori dal campo, parliamo molto su tante situazioni che riguardano il basket a 360 gradi. In campo sta dimostrando, con tutta la sua volontà, di poter stare in questa Serie C e mi aiuta molto a essere il collante con gli altri ragazzi. Vorrei ringraziare tutto lo staff che mi aiuta nella crescita di questa società, sia dal punto di vista tecnico che dirigenziale. Un grazie speciale alla mia famiglia e al Presidente Caraco Elisabetta (la mia compagna), che ogni giorno mi supporta in questo sogno che abbiamo iniziato quattro anni fa e che vogliamo, anno dopo anno, far crescere, coinvolgendo tutta la città per raggiungere grandi traguardi.
Giuseppe, grazie ancora per la tua disponibilità e e in bocca al lupo per il finale di stagione!
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