5 DOMANDE A … ANDREA CAPASSO (AGENTE SPORTIVO FIP)
Quinta puntata della rubrica: 5 DOMANDE A …. Ogni sabato pubblicheremo una nostra intervista a professionisti del mondo della pallacanestro, con un focus sulle serie minors.
Questa settimana abbiamo posto 5 domande ad Andrea Capasso, agente sportivo F.I.P. da circa 16 anni, laureato in Economia che in Sicilia, oltre a Tomas Rimsa, segue Flavio Priulla e Simone Quarta in partnership con Brightside Sports.
Buongiorno Andrea e grazie per aver accolto il nostro invito. Come è iniziata la tua carriera come agente sportivo? Qual è stato il tuo percorso?
Ho iniziato quasi per caso aiutando qualche amico ma da subito avevo capito che non sarebbe stato solo un gioco. Ho collaborato per circa un anno con Paolo Pinza dal quale ho imparato le prime regole per muovermi in questo settore e, a metà del cammino, ho conosciuto il mio attuale partner sportivo, l’avvocato Erminio Mazzone, con il quale, da oltre un decennio, condividiamo la stessa passione per questo sport.
Quali sono le principali aspettative che gli atleti hanno nei confronti di un agente e quanto è importante per te conoscere le aspirazioni personali dei tuoi assistiti?
In questo momento i giocatori hanno bisogno di una persona di cui fidarsi, che sia leale e che sappia capire le loro esigenze che non sono solo sportive. Per noi è importantissimo conoscere a 360° i nostri giocatori perché un buon contratto è quello che soddisfa non solo l’aspetto esclusivamente economico ma anche fattori più personali che possano consentire a un giocatore di vivere bene lontano da casa.
Come vedi il futuro della tua professione, soprattutto in relazione alla crescente influenza dei social media e della tecnologia?
Personalmente credo molto nel potere dei media. “Spingere” i propri giocatori attraverso i social con un lavoro strutturato alle spalle quasi sempre dà dei risultati positivi.
Pensi che le squadre di serie “minors” possano offrire opportunità di crescita e visibilità ai giocatori? Se sì, quali?
Considera che nelle minors ci sono società che spendono qualche centinaio di migliaia di euro, strutturate e organizzate per la crescita professionale dei giocatori. Molti giocatori in B1 e in A2 sono passati per le minors attraverso società serie e con la cultura del lavoro in palestra. Questo è alla base di tutto.
Quali sono gli errori comuni da evitare per chi è agli inizi della carriera da agente e quale è stata la lezione più importante che hai imparato durante la tua carriera?
Questo è un lavoro dove è facile commettere errori di valutazione, non solo all’inizio. Ciò che posso consigliare è di essere sempre leali e professionali nei confronti dei propri clienti così avranno rispetto di te anche se commetti un errore. Ciò che ho imparato in questi anni è stato proprio questo: i miei giocatori mi rispettano perché io rispetto loro e sono il loro primo tifoso.
Andrea, ti ringraziamo per il tempo che ci hai dedicato e per averci offerto uno spunto interessante sul ruolo degli agenti nel basket.
