5 DOMANDE A … GIACOMO GENOVESE (DIRETTORE TECNICO)
Quarta puntata della rubrica: 5 DOMANDE A …. Ogni sabato pubblicheremo una nostra intervista a professionisti del mondo della pallacanestro, con un focus sulle serie minors.
Questa settimana abbiamo posto 5 domande a Giacomo Genovese, oggi Direttore Generale e Responsabile Area Tecnica della Siaz Basket Piazza Armerina, che milita nel campionato di Serie B Interregionale. 62 anni, laureato in giurisprudenza, ottiene la qualifica di Allenatore nazionale nel 1991; formatore del CNA (Comitato Nazionale Allenatori) dal 2001 ha tenuto, come relatore, diversi corsi in tutta Italia. Tra il 2002 ed il 2005 è stato consulente tecnico ed assistente allenatore di coach Carlo Recalcati nella nazionale sperimentale.
Vanta un’esperienza di oltre 40 anni nel mondo della pallacanestro: oltre ad essere stato vice allenatore della Pall. Trapani dalla Serie B alla Serie A1 è stato capo allenatore, tra le tante, di Porto Empedocle (Serie B), Verga Palermo (Serie A2 femminile), Basket Trapani (Serie B1) e in Serie B2 di Nuova Pall. Marsala, Gragnano Basket, Virtus Catania, Cestistica Bernalda, Scuola Basket Arezzo e Basket Massafra.
Buongiorno coach e grazie per aver accettato il nostro invito. Partiamo subito con le domande. Dopo una lunghissima carriera come allenatore, costellata da tanti successi, cosa l’ha spinta ad assumere il ruolo di Direttore Tecnico? Quali sono le sue principali responsabilità e come collabora con il coach della squadra?
La motivazione per la quale ho deciso di accettare la proposta di rivestire il ruolo di direttore generale alla Siaz Piazza Armerina è stata sicuramente l’ambizione della società, la serietà del progetto e la stima che nutro nei confronti della famiglia La Versa.
Le mie principali responsabilità sono quelle di fornire le mie direttive in tema di organizzazione del club e di essere il tramite tra le attività dei collaboratori a vario titolo dello stesso club e la proprietà. Con il coach della squadra ho un confronto giornaliero su tanti argomenti ed in particolare su temi tecnico tattici vista la mia lunga esperienza a tutti i livelli in tante panchine italiane.
La squadra ha vissuto di recente il cambio di allenatore (da Ceccato a Patrizio) e la convocazione nella nazionale de Paraguay di Vincenzo Ochipinti. Che impatto hanno avuto questi “avvenimenti” nella squadra e nella società piazzese?
Il recente cambio di guida tecnica della prima squadra è stato oltremodo doloroso per me e per la proprietà in considerazione del fatto che Davide Ceccato è stato e rimarrà un allenatore capace e soprattutto un riferimento molto importante per il club, tant’è che tornerà a rivestire il ruolo di responsabile tecnico del settore giovanile. Purtroppo, in questa prima parte del campionato, i risultati agonistici della prima squadra non sono stati pari alle aspettative ed a pagare è stato proprio il coach che comunque non è l’unico responsabile di tale situazione e che oltretutto ha dovuto convivere con tutta una serie di problematiche legate agli infortuni di giocatori importanti che hanno condizionato il suo lavoro.
La convocazione in nazionale paraguayana del nostro Vincenzo Ochipinti è stata accolta con grande entusiasmo e soddisfazione da parte della società, dai compagni di squadra e da tutto lo staff. Tale convocazione rappresenta un grande orgoglio per il ragazzo ed attribuisce anche prestigio alla società che lo ha scelto.
Come vede il movimento cestistico in Sicilia oggi? Cosa potrebbe essere fatto per valorizzare maggiormente e far crescere il basket nell’isola?
Il movimento cestistico siciliano, a mio modo di vedere, è in crescita, lo testimoniano la presenza, dopo tantissimi anni, di un club come Trapani Shark in Lba, cioè nella massima serie nazionale, di 3 società come Agrigento, Ragusa e Capo D’Orlando in B nazionale e 5 in B interregionale (Basket School Messina, Milazzo, Piazza Armerina, Barcellona e Castanea Messina).
Credo, a mio avviso, si debba lavorare di più e meglio nei settori giovanili affidando la responsabilità degli stessi ad istruttori preparati che insegnino i fondamentali del gioco e non a privilegiare esclusivamente il risultato agonistico delle squadre che allenano a discapito della crescita tecnica dei ragazzi.
Altra nota dolente è quella del settore femminile che vede poche società partecipanti ai vari campionati determinata dal numero esiguo delle tesserate.
Tornando alla SIAZ, quali sono gli obiettivi per questa stagione e quali quelli a lungo termine che vi prefiggete di raggiungere?
Gli obiettivi della Siaz sono quelli di crescere ancora sotto il profilo organizzativo societario, di migliorare il settore giovanile e di primeggiare nel campionato di B interregionale in considerazione del fatto che sono iniziati i lavori per la ristrutturazione del palasport chiuso da una decina d’anni che dovrebbero essere ultimati entro maggio 2025. Questo, a mio avviso, rappresenta un passo determinante ai fini del raggiungimento di traguardi ambiziosi del club.
I Suoi figli, Francesco e Lorenzo, sono protagonisti con la maglia della Virtus Trapani. E’ soddisfatto delle scelte che stanno facendo? Le capita di dare loro dei consigli?
I miei figli, dopo varie esperienze, sono tornati nella società nella quale sono cresciuti (la Virtus Trapani) allo scopo di dare il loro contributo al fine di competere per un traguardo prestigioso. Sono loro stessi che spesso mi chiedono consigli tecnici, io però, da padre, sono più propenso a dare loro consigli di ordine comportamentale visto che ho cercato, sin da piccoli, di inculcare loro i veri valori dello sport.
La ringraziamo ancora per il tempo che ci ha dedicato e Le facciamo un in bocca al lupo per il proseguo della stagione.
