5 DOMANDE A … Carmelo Carbone (DG Alfa Basket Catania)

Riprende la nostra rubrica 5 𝐷𝑂𝑀𝐴𝑁𝐷𝐸 𝐴 …. Questa settimana abbiamo avuto il piacere di intervistare Carmelo Carbone, Direttore Generale dell’Alfa Basket Catania, squadra che ha chiuso la stagione regolare di Serie C al primo posto, forte anche delle 17 vittorie consecutive in campionato, e che si prepara ad affrontare i Playoff da favorita.

Con lui abbiamo parlato della sua lunga carriera, delle avversarie in questi playoff, delle operazioni di mercato concluse quest’anno, dei risultati ottenuti dal settore giovanile e, più in generale, dello stato del movimento cestistico etneo.

Grazie Direttore per aver accettato il nostro invito. Iniziamo, come sempre, da una domanda personale. E’ considerato tra i dirigenti di basket più esperti in Sicilia. Dopo la carriera da giocatore nelle quattro principali squadre catanesi degli anni sessanta-settanta, è passato, negli anni novanta, dietro la scrivania. Cosa è cambiato rispetto ai suoi primi anni da dirigente e quali sono i suoi compiti quotidiani all’interno della società?

Accolgo con piacere il vostro invito. La mia carriera di dirigente si snoda attraverso tre esperienze mirate, sia pure con ambizioni e carature diverse, al rilancio del basket catanese, puntando innanzitutto sulla crescita del settore giovanile. Era questo il fine del presidente Enzo Molino quando all’inizio degli anni Novanta mi chiamò alla Grifone Catania, dove ebbi l’occasione di lavorare con Riccardo Cantone, tecnico già affermato. Fu un’importante esperienza di semina che offrì un rigoglioso vivaio al progetto ancor più ambizioso della Virtus Catania. Presidente la signora Nuccia Caracciolo Ragusa, affiancata da Giuseppe Laneri, la Virtus portò il basket catanese sui parquet di serie B. Nel mio ruolo di team manager della prima squadra fui a fianco di allenatori importanti da Genovese a Bianca, Foti, Strazzeri, Anselmo e Morelli, oltre che a contatto di ottimi giocatori da Cattani a Passarelli, Maran, Babetto, Bianchini, Tartaglia, Gottini, Riva, Rolando. Nel mio ruolo di responsabile del settore giovanile vidi la maturazione di giovani promesse sbocciate nella Grifone, poi passata a società satellite della Virtus. Mi piace ricordare Consoli, Catotti, Famà, i fratelli Saccà, i fratelli Livera, Marzo, Sortino. Dalla Virtus all’Alfa, passando per la Pallacanestro Catania, giungiamo ai nostri giorni. Ad affidarmi l’incarico di Direttore sportivo nel 2010 è stato il presidente Nico Torrisi, un altro visionario protagonista del rilancio del basket catanese. La cura del settore giovanile, che è la principale mission dell’Alfa, l’attenzione alla messa a punto di squadre competitive nei campionati senior ci hanno permesso di conquistare un’annata di serie B, oltre che di primeggiare in diversi campionati di serie C e di partecipare ad una finale nazionale Under 14. Vengo alla domanda. Cosa è cambiato in questi trent’anni? Poco o nulla nell’approccio di chi è chiamato a gestire una società sportiva. La cura del vivaio, la formazione dell’atleta e il sostegno all’allenatore rimangono il fine primario del mio lavoro. Quel che è mutato è il sistema valoriale che prevale nel mondo di oggi: la cultura del successo in luogo della cultura del lavoro, il principio della convenienza in luogo del principio dell’appartenenza, il protagonismo individuale in luogo della cooperazione di gruppo, e così continuando. Per chi ama lo sport sono disvalori che nulla hanno a che vedere con l’etica sportiva. Nell’assolvere ai miei compiti quotidiani all’interno della società, che includono l’impegno di seguire la prima squadra e di coordinare tutte le attività dal minibasket al settore giovanile, mi prefiggo oggi come ieri di contrastare i disvalori che nocciono alla crescita dei giovani, alla formazione dell’atleta e in definitiva allo sport.

La squadra si appresta a iniziare i Playoff da favorita, avendo chiuso la stagione regolare al primo posto. Troverà avversari di livello come Gela, Dierre, Comiso, CUS Catania e Siracusa. Quale pensa sia la squadra più pericolosa? Al primo turno ci sarà la Nova Basket ASD: quanto è importante approcciare bene fin da subito questa fase decisiva? Come gestirete la pressione e l’aspettativa di essere la squadra da battere?

Sì! Bisogna renderne merito ai giocatori e all’allenatore Željko Zečević. Quanto alle altre squadre, sono tutte temibili, in primis Gela e Comiso per la consistenza del loro roster. Il primo turno dovrebbe essere un turno abbordabile, ma tutte le partite vanno giocate senza sottovalutare l’avversario. Visto che già siamo riusciti ad effettuare 17 vittorie consecutive nel campionato, confido nella nostra capacità di gestire la pressione.

Una domanda sul mercato. Il ritorno di coach Zeljko Zecevic, dopo 23 anni, è stato un grande colpo: cosa ha portato in più alla squadra e all’ambiente? Drigo, Gatta, Smorto… avete costruito un roster importante, ma con un’anima catanese. Quanto si è rivelata strategica questa scelta? C’è un giovane in particolare che secondo lei potrà fare il salto nei prossimi anni?

Il ritorno di coach Željko Zečević, con il quale avevo già avuto modo di lavorare al tempo della Grifone, ha portato alla squadra concetti e regole di serie superiore e ha galvanizzato l’ambiente con il suo vulcanico temperamento. Sì! La scelta di Drigo, Gatta, Smorto e Budrys si è rivelata azzeccatissima, senza tradire l’anima catanese del roster. Parlo del capitano Abramo, da più anni bandiera dell’Alfa, nonché di Patanè, cresciuto nel nostro vivaio, e di Pappalardo, da più anni in canotta rossazzurra. L’innesto sicuramente ha portato nuova linfa in un contesto già solido. L’Under 19 ha dato un cospicuo contributo al completamento del roster. Parlo di Barbakadze, Barone, Bonanno, D’Aquino, Galasso, Janjusevic, Ruffino, Valastro. Tra loro, in particolare, Federico Torrisi, che è ormai parte integrante del roster della prima squadra, avendo dato prova di saper tenere il campo con carattere e qualità.

A proposito di giovani, i risultati nei campionati Under 17 e Under 15 Eccellenza, e Under 14 sono molto incoraggianti. Come state lavorando sul vivaio e con quali obiettivi? Sono previste partnership con altre società?

Siamo molto soddisfatti dei risultati che stanno conseguendo i giovani dell’Under 14, allenati da Davide Di Masi. Ottimo è il risultato dell’Under 15 Eccellenza, allenata da Enrico Famà, che ha già conseguito il pass alle finali interregionali che aprono lo scenario delle finali nazionali. Un buon risultato è stato raggiunto pure dall’Under 17, Eccellenza, anch’essa allenata da Enrico Famà. Nei roster delle tre categorie sono presenti giovani che mostrano possibilità di futuro inserimento nel roster di prima squadra. Insistiamo sulla strada già intrapresa per migliorare la crescita tecnica e fisica dei nostri giovani atleti. Quanto a partnership, è un’ipotesi che valuteremo ove ci saranno le condizioni per far crescere i nostri ragazzi in una DR1.

Un’ultima domanda sul movimento cestistico catanese e sul futuro della società. Oltre all’Alfa, anche CUS Catania e Basket Giarre stanno facendo bene in Serie C, senza contare le diverse realtà in DR1. Come giudica la situazione attuale del basket etneo? In caso di promozione, siete pronti a livello organizzativo e strutturale per affrontare la Serie B Interregionale?

La provincia catanese è sempre stata quantitativamente la più ricca di società nel panorama isolano. CUS Catania e, in particolare, Basket Giarre sono ottime realtà della pallacanestro etnea. Per il futuro noi continueremo a lavorare sulla qualità. In caso di promozione non ci faremo trovare impreparati a livello organizzativo e strutturale per affrontare il campionato di serie B.

Direttore, grazie ancora per averci concesso questa intervista. Le auguriamo buona Pasqua e facciamo a Lei e alla squadra un in bocca al lupo per il prosieguo della stagione.

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