FOCUS PLAYER: DAVIDE BOIARDI
Per la nostra rubrica settimanale FOCUS PLAYER, non potevamo che bussare alla porta di Davide Boiardi. La guardia classe 1992 ha trascinato la sua Azzurra Pozzallo con una prova da ben 34 punti (nuovo career high) impreziosita da 7 triple a bersaglio nella vittoria in casa del Basket Club Paternò.
Nonostante lo status di neopromossa, la compagine pozzallese sta dominando il Campionato di Divisione Regionale 1 – Est, blindando il primo posto con un incredibile +8 sulla corazzata Acireale e sul Basket Club Zafferana. In questo contesto, Boiardi sta viaggiando a una media di 16.7 punti a partita, confermandosi un lusso per la categoria dopo la promozione sfiorata lo scorso anno a Scicli.
In questa chiacchierata abbiamo approfondito con lui diversi temi, partendo proprio dalla sua routine al tiro. Abbiamo poi analizzato l’impatto devastante del gruppo di Pozzallo in questo campionato e la fame di riscatto dopo la finale persa nella passata stagione. Infine, Davide ci ha raccontato le sue impressioni sul livello tecnico della DR1 rispetto alla Serie C, confermando la sua totale disponibilità a guidare la squadra anche nel salto di categoria superiore.
Davide, 7 triple in una gara di DR1 sono un’enormità. Qual è la tua routine di allenamento al tiro? Segnare il proprio career high a 32 anni non è da tutti: qual è il segreto per continuare a migliorarsi?
Ho sempre avuto un debole per il tiro da tre punti, fin da quando ero bambino. Proprio per questo, mi sono focalizzato fin da subito sulla costruzione di una buona tecnica. Non seguo una routine specifica, ma durante ogni allenamento faccio di tutto affinché ogni tiro che esca dalle mie mani sia migliore del precedente. Il segreto? Basta crederci e allenarsi con costanza. Se non hai fiducia in te stesso e nelle tue potenzialità, rischi solo di perdere tempo.
Siete una neopromossa, eppure guardate tutti dall’alto con un incredibile +8 sulle inseguitrici. Ti aspettavi un impatto così devastante? Cosa hai imparato dalla finale persa l’anno scorso a Scicli che metterai a disposizione dei compagni quest’anno?
Nonostante il salto di categoria, la società si è mossa molto bene sul mercato: sapevamo di poter fare un ottimo campionato e di puntare in alto. Ci alleniamo duramente per cementare il gruppo, dato che siamo quasi tutti nuovi. Fortunatamente l’intesa è arrivata subito: senza coesione non si va da nessuna parte, e noi siamo uniti sia dentro che fuori dal campo. La finale persa a Scicli è stata una bella batosta, ma le sconfitte servono per crescere. Quest’anno faremo di tutto per tornare in finale e giocarcela fino all’ultimo secondo.
Hai calcato palcoscenici di categoria superiore. Che differenze riscontri tra questa DR1 e la Serie C? Se dovesse arrivare il salto di categoria, ti senti pronto a guidare Pozzallo anche al livello successivo?
Ho giocato quasi sempre in Serie C, ma la DR1 non va assolutamente sottovalutata. Si affrontano squadre piccole ma molto compatte che sanno dare filo da torcere in ogni partita. Inoltre, si incontrano diversi ex giocatori di categorie superiori, il che alza notevolmente il livello tecnico. Se dovessimo raggiungere l’obiettivo, mi sento assolutamente pronto a guidare questa squadra anche al livello successivo.
Davide, ti ringraziamo ancora per la disponibilità e ti facciamo un grande in bocca al lupo per il prosieguo della stagione!
