5 DOMANDE A … MARIO CONDORELLI (PGS SALES)
Continua il nostro viaggio tra le realtà cestistiche siciliane e dei suoi protagonisti. Questa settimana, per la rubrica 5 DOMANDE A …, abbiamo avuto il piacere di intervistare Mario Condorelli, Direttore Sportivo della PGS Sales, attualmente seconda in classifica insieme a Ragusa, nel Campionato di Divisione Regionale 1 – Est.
Con lui abbiamo parlato, tra le altre cose, del suo passaggio dal ruolo di coach a quello di ds, del campionato della PGS Sales e delle scelte di mercato, della situazione del basket catanese e del movimento cestistico femminile in Sicilia.
Grazie Mario per aver accolto il nostro invito. Nel corso dell’estate 2024 hai completato un importante passaggio di ruolo, passando da allenatore a direttore sportivo della PGS Sales. Come hai vissuto questa transizione e quali sono le principali differenze tra i due ruoli? Quali nuove competenze hai dovuto acquisire? E quali aspetti ti piacciono di più di questa nuova posizione?
Grazie a voi per l’invito e per la bellissima iniziativa che portate avanti. Faccio l’allenatore da quando avevo 18 anni, una vita passata tra i giovani, i nostri antiossidanti. Da sempre, il nostro obiettivo è riuscire a togliere molti ragazzini dalla strada. Prima era molto più semplice perché gli “oratori” erano veramente spazi dove educare i ragazzi. Oggi è molto più complicato perché i giovani sono figli del troppo benessere.
Quando ho letto del corso di formazione a Roma per la qualifica di Direttore Sportivo, mi sono detto: questa è la carica che fa per te. Le differenze tra i ruoli sono tante; oggi non vivo più l’esperienza del campo a stretto contatto con i giocatori, studiare il gesto tecnico, preparare la seduta di allenamento, la gara … ma sto molto apprezzando il nuovo ruolo … a bordo campo. Adoro visionare giovani giocatori in presenza e tramite video, seguo partite, ho stretto e consolidato moltissimi contatti con una miriade di società, staff, dirigenti, ma soprattutto vivo una tipologia di comunicazione diversa.
La PGS Sales ha puntato su una squadra molto giovane. Dietro questa scelta, possiamo vedere l’influenza della filosofia delle Polisportive Giovanili Salesiane. Quanto pensi che sia importante investire sui giovani per il futuro della squadra e della società? Siete soddisfatti delle scelte di mercato fatte quest’estate o c’è qualche rammarico?
Abbiamo puntato tutto sui giovani… è stata la mia scommessa, motto che il nostro caro Don Bosco ci ha lasciato: “Se vuoi che i ragazzi ti amino, ama ciò che piace a loro.” Il futuro è degli under, non si può vedere che in C, a parte un paio di squadre, non giochino i giovani. Io penso che si possano costruire roster di tutto rispetto anche con ottimi under, ci vuole solo tanto coraggio. A dimostrazione di ciò, in prima squadra abbiamo fatto esordire anche dei 2009, frutto del nostro vivaio e del grande lavoro che lo staff sta facendo. Anche i nostri U/19 gold, un gruppo totalmente nuovo, stanno facendo molto bene. Rammarichi pochissimi, o forse uno sì: non esser riuscito a tesserare un grande prospetto 2006 serbo che avrebbe fatto tanto bene da noi, ma ci riproveremo. Il prossimo anno sarà una rivelazione.
Attualmente la PGS Sales si trova al secondo posto nel girone Est della Divisione Regionale 1. Come giudichi il campionato finora? Quali sono gli obiettivi della società? Ci sono ambizioni di promozione o si sta puntando più sulla crescita dei giocatori e su un progetto a lungo termine?
È un bellissimo campionato, molto tecnico e di livello superiore rispetto a quelli degli anni scorsi. Scicli ha un roster costruito per fare il salto, Ragusa è un’ottima squadra di giovani che da anni lavora molto bene, Acireale ha giocatori di livello, il Tre Torri è una squadra veramente buona, solo per citarne qualcuna. Poi ci siamo noi: ho costruito un giusto mix tra veterani e under di spessore perché, da anni, in questo palcoscenico della DR1, ex serie D, siamo sempre stati in grado di giocarcela con tutti, dalla finale del primo anno contro la Panormus, arrivata fino a gara 3 e persa di un soffio, ad oggi. Non ci vogliamo nascondere dietro un dito, sarei folle se dicessi che NON VOGLIAMO FARE ANCHE NOI IL SALTO. Stiamo provando a costruire e stringere una partnership con una società di Serie A di assoluto spessore, segno che vogliamo far salire l’asticella in tutto l’ambiente cestistico. Quella delle collaborazioni è una sfida alla quale credo molto, ma purtroppo, non sempre l’ambiente cestistico catanese si dimostra aperto.
Il basket catanese sta vivendo un buon momento, con diverse società nelle zone alte della classifica sia in Serie C, come Alfa e CUS, sia in D con PGS Sales, Basket Acireale e Tre Torri Basket. Come giudichi il movimento cestistico di questo territorio e quali sono le sfide per una società come la PGS Sales in un contesto così competitivo?
Catania è in fermento, ne siamo tutti consapevoli, ha fame di palcoscenici più grandi e, secondo me, ci sono squadre che riusciranno a centrare i loro obiettivi e io conto di portare la PGS Sales tra queste. Purtroppo, soffriamo una grossa penalizzazione perché il fatto che questo meraviglioso sport non goda della visibilità che hanno altri sport come il calcio comporta la difficoltà di trovare fondi e sponsor che possano permetterti di dare continuità a ciò che fai o di tentare il passo più lungo.
Ti pongo un’ultima domanda sul basket femminile. La PGS Sales può vantare una squadra in Serie C e due squadre in Under 17 e Under 13. Cosa ci puoi dire riguardo al lavoro che la società sta facendo in questo settore? Più in generale, pensi ci siano margini di crescita per il basket femminile in Sicilia? Cosa si potrebbe fare per valorizzare ancora di più le giovani promesse e le squadre femminili nella nostra regione?
Quello del basket femminile è un mio pallino da diversi anni. Oggi abbiamo un gran bel gruppo di ragazzine, U/13, grazie anche a una meravigliosa e sana collaborazione con la Miners di Caltanissetta, che sta ben figurando nella Jr NBA femminile; abbiamo degli ottimi prospetti 2011/12/13 e il gruppo U/17, anch’esso molto compatto e frutto di varie collaborazioni. E per finire, la nostra serie C, partita con ottimi propositi, ma che strada facendo ha subito un brusco stop anche a causa di una collaborazione non rispettata. Volevamo fare un finale di stagione interessante, ma non ci è stato possibile. Oggettivamente, il movimento femminile nella nostra isola è molto complicato: le distanze e i costi per disputare una partita giovanile sono esorbitanti e non sempre le società riescono a sopportarli. Ci vorrebbero aiuti che incentivino il movimento cestistico femminile e, soprattutto, una nuova revisione nella disputa dei campionati.
Grazie ancora per la tua disponibilità e in bocca al lupo per il finale di stagione!
