5 DOMANDE A … MANUEL ATTARD (ARBITRO INTERNAZIONALE – PRESIDENTE CIA SICILIA)
Undicesima puntata della rubrica: 5 DOMANDE A … Come ogni sabato, pubblichiamo una nostra intervista a professionisti del mondo della pallacanestro, con un focus sulle serie minors.
Questa settimana abbiamo posto 5 domande a Manuel Attard, arbitro di Serie A, inserito nelle liste dei fischietti dell’Euroleague Basketball. Nella sua bacheca, oltre ad 8 finali scudetto, anche 1 Preolimpico Femminile, 1 Mondiale Maschile, 1 Europeo Maschile e un 1 Europeo Femminile.
Con lui abbiamo parlato della sua carriera, dell’emozione di aver diretto una gara insieme a suo fratello Marco e della situazione del basket nell’isola dal punto di vista arbitrale visto anche il suo ruolo di Presidente CIA Sicilia.
Grazie Manuel per aver accettato il nostro invito. Partiamo subito con le domande e ti chiediamo: come è iniziata la tua carriera da arbitro e qual è , ad oggi, il match che ricordi con maggiore emozione?
La mia carriera da arbitro inizia a 13 anni, ho giocato ed arbitrato fino a che non sono stato promosso arbitro Nazionale in Serie C, poiché quando diventi arbitro nazionale devi fare una scelta; a quel tempo smettere di giocare non è stata una scelta a cuor leggero, ma la passione per l’arbitraggio è stata sempre forte sin dagli inizi. Sicuramente la prima partita ai Mondiali Senior e la prima finale scudetto in Italia sono le gare che ricordo con maggiore emozione.
L’1 dicembre hai arbitrato con tuo fratello Marco. E’ stata la prima partita di A diretta in Italia da due fratelli. Come descriveresti l’emozione di condividere il campo con lui? E come ti poni nei confronti dei tuoi fratelli (ricordiamo che c’è anche Luca che sta calcando le vostre orme)?
Sicuramente non è stata una partita come tutte le altre, inutile negarlo, ma credo che l’emozione sia stata più forte per lui perché oltre ad arbitrare con suo fratello era anche la prima in Serie A. Io mi sono posto con lui come se fosse un qualunque altro collega, sia nella preparazione della gara che poi in campo; abbiamo sia con Luca che con Marco diversi scambi di opinione su molte situazioni di gioco, ma questo succede anche con altri colleghi, perché vedere più gare possibili e confrontarsi ti aiuta ad essere pronto quando quelle situazioni simili succedono poi nelle tue gare.
La Sicilia, dal punti di vista arbitrale, è ben rappresentata sia in Serie A che in ambito internazionale. Qual è la situazione invece la situazione nelle serie “minori” in Sicilia e quali sono i principali problemi e le opportunità di crescita in queste categorie?
Al momento in Sicilia gli arbitri internazionali siamo 2 – arbitriamo gare di Eurolega ed Eurocup Carmelo Paternicò ed io e 4 arbitrano gare in A; oltre a Carmelo e al sottoscritto ci sono Tolga Sahin che è stato un grande arbitro internazionale e Alessandro Nicolini; in L2 abbiamo poi Rino Cappello, Roberto Radaelli, che ha arbitrato una gara in Serie A quest’anno, Sebastiano Tarascio e Luca Attard; in serie B e nelle serie regionali ci sono diversi arbitri che stanno facendo bene e che possono ambire al salto di categoria in un prossimo futuro. Il livello delle squadre regionali, con la riforma dei campionati si è alzato molto e stiamo cercando di far crescere i nostri ragazzi con continui aggiornamenti, anche grazie al formatore regionale William Raimondo che sta facendo un grande lavoro di formazione e aggiornamenti costanti.
Che consigli daresti ad un giovane che vuole intraprendere la carriera di arbitro e quali sono le qualità più importanti che dovrebbe sviluppare?
Grazie ai formatori provinciali e ai delegati provinciali CIA, con l’aiuto del formatore regionale Daniele Barbagallo sono stati fatti molti corsi CIA in questo inizio di anno sportivo; adesso il mantenimento e la formazione di questi ragazzi saranno fondamentali per la crescita degli arbitri del futuro; è stato fatto un progetto e si sta lavorando in sinergia con Radaelli e Salvo che sono i formatori regionali degli arbitri del settore giovanile. A questo proposito il commissioner Lamonica e il Presidente Regionale Correnti stanno dando la possibilità al mondo arbitrale di crescere e formarsi; purtroppo, inutile negarlo, nella nostra regione soprattutto per le distanze e per la mentalità delle nuove generazioni, non è sempre semplice raggiungere l’obiettivo poiché l’arbitro che inizia dovrebbe essere seguito ma in primis avere l’atteggiamento corretto, la voglia di migliorare e mettersi in discussione e l’umiltà di apprendere dovrebbero essere le prime caratteristiche per fare un percorso corretto, ma alla maggior parte dei ragazzi mancano queste qualità e lavoreremo affinché si possa migliorare sotto questi aspetti.
Quali sono i tuoi obiettivi personali e professionali per il futuro, sia come arbitro che come presidente regionale del Cia Sicilia? Come si lavora per attirare e formare nuovi arbitri, specialmente tra i giovani?
Come arbitro sicuramente la continua crescita e lo studio devono essere sempre alla base e l’obiettivo è di continuare a lavorare per essere un arbitro migliore sia in Italia che all’estero, dove da quest’anno ho l’onore di poter arbitrare le competizioni di Eurolega ed Eurocup. Come Presidente CIA, dall’anno scorso sto lavorando con i miei collaboratori per far in modo che i ragazzi possano avere la giusta mentalità ed avere il giusto atteggiamento con tutte le componenti.
Il mio sogno, e di questo ne ho già parlato con il Presidente Regionale FIP, è di coinvolgere le società nei nostri incontri per far in modo di avvicinare il più possibile i giocatori, gli allenatori e i dirigenti al nostro mondo, per parlare tutti insieme la stessa lingua e fare in modo che anche i ragazzi che giocano, come è successo a me ai miei inizi, si possano innamorare dell’arbitraggio.
Grazie ancora per il tempo che dedicato e per aver condiviso con noi la tua esperienza e le tue riflessioni sul mondo arbitrale.
