5 DOMANDE A … ALESSANDRO PISA (CEO DREAMTEAM)

Decima puntata della rubrica: 5 DOMANDE A … Come ogni sabato, pubblichiamo una nostra intervista a professionisti del mondo della pallacanestro, con un focus sulle serie minors.

Questa settimana abbiamo posto 5 domande ad Alessandro Pisa, CEO di DreamTeam, punto di riferimento degli sportivi per le scarpe da basket e l’abbigliamento sportivo.

Ha lavorato per la Nike dal 2000 al 2003 viaggiando tra Italia, Olanda e Usa, per la Puma dal 2003 al 2006, è stato Direttore Marketing And1 nel 2017 e nel 2018 e, attraverso Lojacono (azienda distributrice di articoli sportivi) è oggi responsabile Adidas in Sicilia orientale.

Buongiorno Alessandro. E’ un piacere averti nostro ospite. Iniziamo subito con le domande. DreamTeam è ormai un punto di riferimento per gli appassionati di basket. Quali sono i prodotti più richiesti dai vostri clienti e come si sono evoluti i gusti nel tempo?

Di sicuro le scarpe la fanno da padrone, i gusti sono sicuramente cambiati e i ragazzi sono più aperti mentalmente all’offerta di brand emergenti (almeno nel mondo del basket) come Adidas e Puma mentre prima era praticamente un monopolio da parte di Nike/Jordan.

Da quanto tempo sei appassionato di basket e come questa passione ha influenzato la tua attività? Qual è stato il tuo primo incontro con il basket?

Seguo il basket sin da piccolissimo e di sicuro trasformare la passione di una vita in un lavoro è stato la realizzazione di un sogno. Il primo incontro televisivo è stato grazie alle partite trasmesse da Italia 1 a metà degli anni 80 in cui Magic e Bird se le davano di santa ragione col sottofondo del mitico Dan Peterson, la prima palla in mano invece l’ho presa a 9 anni in una colonia estiva a Santa Severa in provincia di Roma.

In che modo ha influito l’e-commerce sulla crescita di DreamTeam? E in che misura la personalizzazione dell’esperienza utente sta diventando fondamentale nel vostro e-commerce?

L’e-commerce è stato un nostro obiettivo sin da subito perché non è possibile immaginare un’attività come la nostra senza di essa. L’esperienza ormai non nasce e muore solo sul sito ma deve integrarsi perfettamente con l’attività social per un effetto rebound, per rimanere in tema, che possa essere quanto più efficace possibile.

Come vedi il futuro del basket in Sicilia, soprattutto per le squadre delle serie “minors” e i giovani talenti?

Sicuramente la costruzione di una squadra come quella di Trapani può essere il volano giusto per l’intera regione, mi piacerebbe vedere prima o poi una realtà di livello assoluto anche a Catania, le basi e le idee ci sono. Ai giovani siciliani dico di mantenere un profilo basso e umiltà, molte volte vedo arroganza e presunzione da parte di chi, appena messo piede oltre lo stretto, si rende conto realmente del proprio livello.

Il vostro store è sempre aggiornatissimo con le scarpe dei campioni NBA. Ma a quale modello sei più legato e perché?

Probabilmente le Kobe in generale, è sempre stato il mio giocatore preferito e, col lavoro che faccio, avevo sfiorato anche l’opportunità di conoscerlo. Purtroppo il destino ce l’ha strappato troppo presto, avrebbe potuto cambiare il gioco anche da fuori.

Alessandro, grazie per il tempo che ci hai dedicato e per aver condiviso con noi la tua esperienza e la visione di DreamTeam!

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