5 DOMANDE A … ROBERTO QUARTARONE (RESPONSABILE COMUNICAZIONE FIP SICILIA)
Settima puntata della rubrica: 5 DOMANDE A … Come ogni sabato, pubblichiamo una nostra intervista a professionisti del mondo della pallacanestro, con un focus sulle serie minors.
Questa settimana abbiamo posto 5 domande a Roberto Quartarone, giornalista, Responsabile dell’Ufficio Comunicazione di F.I.P. Sicilia e autore, tra gli altri, del libro “Pionieri della pallacanestro in Sicilia: Il basket nell’Isola dal 1921 al 1943” che ripercorre attraverso documenti, immagini, tabellini e racconti la parabola delle squadre e dei giocatori a tutti i livelli, dai campionati scolastici e rionali alla Serie A dei primi 22 anni della “palla al cesto” in Sicilia.
Roberto, grazie intanto per aver accettato l’invito. Potresti raccontarci un po’ del tuo percorso professionale che ti ha portato a ricoprire il ruolo di responsabile della comunicazione per la F.I.P. Sicilia?
Chi mi conosce, sa che non so star fermo… Nel 2007 ho aperto il blog “Basket Catanese” e da allora sono cresciuto, poco a poco, cercando di mettere a disposizione le mie competenze per il movimento. Sono giornalista pubblicista dal 2013, poi dal 2014 al 2023 ho collaborato con “La Sicilia” come prima firma del basket. La presidente Cristina Correnti mi ha conosciuto quando era consigliere regionale e, durante i due dibattiti online pre elettorali che ho organizzato, ha visto come lavoro. Ho iniziato a collaborare da esterno, per la Cerimonia del Centenario e le finali 3×3 di Cefalù, poi dal 1º luglio 2022 ho accettato l’offerta. Quel giorno ero a Palermo, avevo appena passato il concorso per la scuola e mi ha chiamato l’ex presidente Cia Sicilia Andrea Castorina: «Vieni in comitato? La presidente vuole parlarti!»
Quando e come è nata la tua passione per il basket? C’è stato un momento preciso in cui hai capito che questo sport sarebbe diventato una parte fondamentale della tua vita?
Mia mamma mi ha spinto a fare sport e mi ha iscritto in una piccola società di basket, a 13 anni. Sono sempre stato – e sono tutt’ora – un giocatore di infimo livello, ma il basket mi diverte, mi piace far gruppo e impegnarmi, mi spinge a dare sempre il massimo. La passione è nata quando ho iniziato a giocare i primi campionati under… scrivendo per il giornalino della parrocchia. Il momento preciso della svolta è il 24 marzo 2007, al PalaGalermo: Rainbow-Bari di B d’Eccellenza. Con il mio amico Salvo Maugeri ci siamo chiesti: «Ma noi cosa possiamo fare per il basket?» La risposta l’ho trovata.
Quali strategie di comunicazione sta adottando F.I.P. Sicilia per rendere il basket più interessante per il pubblico? Ci sono delle iniziative sulle quali state lavorando? E quanto è importante la presenza sui social?
Siamo partiti con circa 200 follower su Facebook e un profilo Instagram vuoto; siamo a quasi 4000 follower su IG e 6000 su FB. Il mio lavoro dall’inizio si è basato sulla ricerca di cose semplici e di qualità, su un contatto diretto con i giornalisti, sulla valorizzazione dell’attività che facciamo e che prima era visibile a pochi, sull’evitare la polemica e costruire per migliorare. I miei predecessori nell’ufficio stampa hanno fatto un ottimo lavoro, ma quello che si deve fare oggi è sdoganare il basket dalla nicchia degli appassionati e avvicinarlo agli altri che non lo conoscono. Cerco di far conoscere i nostri personaggi, di avvicinare il giocatore 13enne che inizia il settore giovanile a quegli esempi vicini – non NBA o Euroleague, ma Dr1, B/F, C o B – che può emulare. Infine, ho cercato di mettere il mio lato nerd in questo lavoro: statistiche, record, archivio e ora la Sicilia è l’unico comitato che mette in mostra i suoi albi d’oro regionali.
Come valuti l’attuale visibilità delle squadre di basket nelle categorie “minors” in Sicilia? Che consigli daresti alle società per migliorare la propria presenza mediatica?
Il vero problema è la nicchia, la bolla dei social. Siamo troppo autoreferenziali e il lavoro del Comitato Regionale, che punta a portare il basket nelle piazze (si vedano i 3×3 o il Jamboree “Rossana Libro”), deve continuare su questa strada per farci conoscere sempre di più. Poche società valorizzano a dovere il loro prodotto, ma chi lo fa, con le dirette gratuite, le foto di qualità, i tornei giovanili, portando i bambini e le famiglie nelle palestre, avrà un ritorno a lungo termine importante. Il futuro è rendere ogni partita un piccolo evento, che poi avrà un ritorno social e farà avvicinare i media. Anche il fantabasket può servire: aiuta a far conoscere le nostre realtà regionali e spinge chi gioca a seguire risultati e tabellini dei giocatori.
Hai scritto diversi libri legati al mondo del basket tra cui, l’ultimo, “Pionieri della pallacanestro in Sicilia: Il basket nell’Isola dal 1921 al 1943”. Qual è il filo conduttore che unisce i tuoi libri? Stai lavorando ad altri progetti editoriali?
Ho un file note sul desktop su cui ho appuntato le idee di otto potenziali libri; su due sto lavorando. Tutti e 13 i miei libri hanno un filo conduttore: raccontare la storia delle persone che hanno fatto sport attraverso le società, le competizioni, le foto e i numeri. Se riuscirò a mettere ordine al mio archivio, sicuramente ne sfornerò altri. Il libro sui “Pionieri” è uno tra i più difficili e sudati, ma è un documento unico. Ho la consapevolezza che pochi leggono e pochi saranno arrivati anche a leggere fino a qui l’intervista, ma scrivere di basket è qualcosa che mi piace e continuerò a fare perché è la mia passione e spero che ciò che faccio lasci il segno.
Ti ringraziamo nuovamente per il tempo che ci hai dedicato e ne approfittiamo per augurati un 2025 ricco di soddisfazioni!
