5 DOMANDE A … FRANCESCO DE ROSA (PROCURATORE SPORTIVO)

Nuova puntata della rubrica: 5 DOMANDE A …. Ogni sabato pubblicheremo una nostra intervista a professionisti del mondo della pallacanestro, con un focus sulle serie minors.

Nel secondo appuntamento abbiamo posto 5 domande a Francesco De Rosa, procuratore sportivo F.I.P. tessera 002979 e consulente legale di Sports Leader Agency (agenzia di intermediazione FIBA) che in Sicilia, nei campionati di Serie B Interregionale, Serie C e Divisione Regionale 1 segue: Lalic, Jasarevic, Lado (Svincolati Milazzo), Guduric, Janic (Basket School Messina), Labovic, Miljkovic (Basket Piazza Armerina), Tyrtyshnik (Barcellona Basket 4.0), Stanic, Golubovic, Musikic, Julakidze (Basket Gela), Vujic (Nova Basket ASD), Dmitrovic, Lebediev (Peppino Cocuzza/Basket Milazzo), Seslija, Giorgieviky, Jacimovic (Basket Giarre), Milosavljevic, Marin, Chornohrytskyi, (Invicta 93cento CL), Stankovic (Nuova Pall. Marsala), Gojkovic (Siracusa Basket), Sachek (PGS Sales), Vigoriti (Basket Scicli Meerkat).

Benvenuto Francesco. Potresti dirci qual è stata la tua formazione e come pensa ti abbia aiutato nel tuo percorso professionale?

Come amo dire, intraprendendo la professione di agente ho unito due delle mie passioni: quella per il Diritto e quella per la pallacanestro. Parallelamente al conseguimento della laurea in legge, alla frequenza della scuola di specializzazione in professioni legali ed agli approfondimenti in materia di diritto tributario e di mediazione civile e commerciale, ho anche svolto un “tirocinio” dirigenziale in quel di Cefalù, che mi ha portato a meglio comprendere quali possano essere le esigenze gestionali sia nell’amministrazione di un’associazione o società sportiva, che, in particolare, nella cura del rapporto lavorativo e personale con gli atleti. Questo aspetto di “sintesi” e raccordo tra giocatore e Club credo rappresenti la vera essenza del ruolo del procuratore. In aggiunta alla veste di consulente in materia legale, che con le recenti riforme si è reso ancor più necessario.

Quanto sei coinvolto nel supporto quotidiano dei giocatori, sia sul piano sportivo che personale e come gestisci i rapporti con le squadre e i dirigenti delle società?

Il mio obiettivo, come sanno bene gli atleti da me rappresentati, e le società con cui collaboro, è quello di essere sempre presente ogni qualvolta ci sia una necessità di chiarimento tra le parti, rispetto a quelle che possono essere visioni discordanti su quelli che sono i reciproci diritti e doveri (che sia una spettanza contrattuale, o una criticità disciplinare o burocratica, per fare un esempio). Chiaramente, assistendo circa un centinaio di atleti in tutta Italia, ed un pari numero di Club con cui intercorre il relativo rapporto contrattuale, si tratta di un lavoro a tratti sfibrante, che alle volte non concede per settimane nemmeno un momento per “tirare il fiato”, se non per godersi dei doverosi momenti di gioia con la famiglia (essendo neopapà questo per me, al momento, è fondamentale). Ma da sempre penso che, molto spesso, da quella ultima telefonata notturna, anche se sono esausto, un giovane atleta può riceverne un supporto fondamentale. E questa motivazione mi dà sempre la spinta in più per dare tutto me stesso.

Quanto è difficile gestire trattative con squadre di diverse leghe, soprattutto quando si parla di trasferimenti internazionali?

Premessa: al netto delle differenze di categoria, ciò che cambia l’approccio nelle trattative è il livello di organizzazione dei Club con cui l’atleta, specie se proveniente dall’estero, si interfaccia. Ricordiamo sempre che, normativamente parlando, ad eccezione dell’A1, tutti i campionati italiani sarebbero definiti quali “dilettantistici”. E’ chiaro che, parlando di A2 e B1 ci si trova in contesti puramente professionistici, mentre se parliamo di B2 e Serie C, il panorama è molto più variegato: si passa società che, come sarebbe prevedibile data la nomenclatura della competizione, vengono portate avanti dalla pura passione di dirigenti “volontari”, che mettono a disposizione il proprio tempo e le proprie risorse per pura passioni, e Club con alle spalle importanti aziende ed organigrammi dirigenziali e staff tecnici molto ampi, che permettono condizioni logistiche ed economiche agli atleti pari a quelle offerte nelle categorie superiori. Il profilo organizzativo, che passa dalla disponibilità degli impianti per gli allenamenti, agli alloggi, dalla fornitura del vitto alla qualità dello staff medico, alla tempestività in ogni adempimento è ciò che fa la differenza agli occhi del giocatore straniero, che lascia la famiglia per venire in Italia con la prospettiva che un primo ingaggio in C o B interregionale possa essere il trampolino di lancio verso le categorie superiori (specie per i più giovani).

Quanto conta per te lo sviluppo delle competenze extra-sportive dei giocatori, come la preparazione a una carriera post-sportiva?

Lo sviluppo delle competenze extracestistiche è fondamentale: molti atleti, a livello di C o B, specie agli inizi, non hanno la certezza di poter proseguire l’attività cestistica come una vera e propria attività professionale, ed anche quelli nelle categorie superiori, con un range temporale di carriera di circa 15/20 anni, hanno la necessità di pensare al proprio futuro una volta “appese le scarpe al chiodo”. è il motivo per cui cerco sempre di suggerire di proseguire gli studi universitari, o, in fasi più avanzate di carriera, iniziare ad investire i propri risparmi in attività possano rappresentare un “salvadanaio” da cui ripartire nel post-carriera. A mio modo di vedere, il ruolo dell’agente è importante anche in questi frangenti.

Quali sono i suoi obiettivi futuri nel mondo della pallacanestro?

Il mio obiettivo è quello di crescere umanamente e professionalmente, giorno per giorno, con i miei atleti, nella speranza che tutti noi possiamo raggiungere la piena realizzazione, in una pallacanestro italiana che possa ritornare ad essere un punto di riferimento nel movimento cestistico europeo.

Concludiamo questa intervista ringraziandoti per la tua disponibilità e professionalità.

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