FOCUS PLAYER: RICCARDO VINCIGUERRA

Il boato del PalaTracuzzi racconta la storia di una domenica che Messina del basket non dimenticherà facilmente. Il Derby dello Stretto non è mai una partita come le altre, ma vincerlo dopo un tempo supplementare contro una corazzata come la Viola Reggio Calabria richiede cuore, ghiaccio nelle vene e un leader capace di prendersi la scena nel momento più difficile.

Quel leader, nell’ultimo turno di campionato, ha il volto di Riccardo Pio Vinciguerra. La guardia/ala classe 2002 ha messo a referto 28 punti, trascinando la Basket School Messina a una vittoria vitale, che lancia i giallorossi all’ottavo posto in solitaria in piena corsa Playoff a sole quattro giornate dal termine.

Con lui abbiamo parlato delle emozioni incredibili vissute in un derby deciso oltre il quarantesimo minuto e del momento in cui ha capito di dover trascinare la squadra. Abbiamo analizzato la sua crescita tecnica che lo vede viaggiare a oltre 16 punti di media e del lavoro specifico sulle letture di gioco fatto in questi mesi con coach Pippo Sidoti. Infine ci siamo fatti raccontare il suo primo anno al Sud, tra il calore di Messina e un gruppo che definisce una “famiglia allargata”, fondamentale per affrontare le ultime quattro battaglie verso i Playoff.

Riccardo, segnare 28 punti è già un’impresa, farlo nel “sentitissimo” Derby dello Stretto contro una corazzata come la Viola Reggio Calabria è da cinema. Che sensazioni hai provato? C’è stato un momento particolare della partita in cui hai sentito di dover raddoppiare gli sforzi per trascinare i compagni?

È stata una di quelle partite che sogni da bambino. Derby, palazzetto acceso, ritmo altissimo… sembrava davvero un film. Giocare una gara così contro una squadra come la Viola Reggio Calabria ti tira fuori qualcosa in più, per forza.
I 28 punti? Sì, fanno piacere, ma non è quello il punto. La vera soddisfazione è come abbiamo portato a casa la partita. È lì che si vede chi sei.
Il momento chiave è stato dopo l’espulsione di Pippo. In quel momento o ti sciogli o fai un passo avanti. Noi abbiamo fatto un passo avanti. Io per primo ho sentito che dovevo alzare il livello, mettere ancora più energia, più presenza, più responsabilità.
Ma una cosa la voglio dire chiara: non ho mai pensato di vincerla da solo. Quello non è il mio modo di stare in campo. Io gioco per trascinare, per dare energia, per accendere squadra e pubblico.
E il pubblico ci ha dato una spinta assurda. In certi momenti sembrava davvero fossimo in sei in campo.
Queste sono le partite che ti definiscono. E noi abbiamo dimostrato di esserci.

Quest’anno viaggi a una media di 16.3 punti a partita, un netto balzo in avanti rispetto ai 9.8 della scorsa stagione a San Bonifacio. Qual è il segreto di questa esplosione? In quale aspetto del tuo gioco senti di essere migliorato di più lavorando con coach Pippo Sidoti?

I numeri vanno sempre letti nel contesto. È vero, oggi ho più minuti e più responsabilità rispetto all’anno scorso ma non è solo una questione di opportunità.
La differenza principale è nel modo in cui sto in campo. Mi sento più dentro il gioco, più consapevole nelle scelte, e questo mi permette di essere più continuo durante la partita.
Coach Pippo Sidoti è stato fondamentale. Ha costruito un sistema che coinvolge tutti e mi ha aiutato molto nei movimenti senza palla. Oggi credo di leggere meglio le situazioni e di avere un timing più preciso.
Se devo indicare un aspetto in cui sono cresciuto di più, direi proprio nelle letture di gioco. Segnare è importante, ma quello che cerco è avere un impatto completo sulla partita.

Questo è il tuo primo anno cestistico al Sud. Come ti stai trovando a Messina e quanto ha influito il calore dell’ambiente siciliano sulla tua fiducia in campo? Grazie a questa vittoria la Basket School Messina è ottava in solitaria. Quanto pesa questo successo a livello mentale per lo sprint finale verso i Playoff?

Avendo origini meridionali, devo dire che qui ho ritrovato qualcosa che sento mio. Il Sud ha una marcia in più: il calore della gente, l’energia che si respira e la passione per la pallacanestro fanno davvero la differenza. A Messina mi sono trovato bene fin da subito.
Poi è chiaro che quando stai bene con allenatore e compagni, tutto viene più naturale. Per me la vera chiave è stata il gruppo: difficile trovare una squadra così unita, dentro ma soprattutto fuori dal campo. Più che un team, è una famiglia allargata, e questo in campo si sente.
La vittoria contro la Viola Reggio Calabria ci ha dato grande fiducia e ci ha rimesso nella posizione che volevamo, anche con l’ottavo posto della Basket School Messina in solitaria. Però non cambia il nostro approccio.
Mancano ancora quattro partite e saranno tutte battaglie. Le squadre lì vicino aspettano solo un nostro passo falso, quindi dobbiamo restare concentrati e continuare a lavorare come stiamo facendo. Questa vittoria pesa tanto a livello mentale, ma serve solo se le diamo continuità.

Riccardo, ti ringraziamo ancora per la disponibilità e ti facciamo un grande in bocca al lupo per il prosieguo della stagione!

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