FOCUS PLAYER: DANIELE BELLANCA
Cinquantuno. Non è un numero casuale, ma la mostruosa cifra di punti messi a referto da Daniele Bellanca, protagonista assoluto del nostro appuntamento settimanale con FOCUS PLAYER. Il talento classe 2001 del Green Basket ha acceso l’ultimo weekend di Serie DR1, trascinando i suoi nella sfida contro l’Orsa con una prestazione realizzativa che si vede raramente a queste latitudini.
In questa chiacchierata abbiamo ripercorso le emozioni di quella serata magica e il duro lavoro individuale, senza dimenticare il legame viscerale che lo unisce ai colori biancoverdi da oltre dieci anni. Infine, abbiamo analizzato insieme a lui la volata finale del campionato, dalla sfida ai “cugini” della Panormus fino al duello al vertice tra le corazzate Ribera e Cefalù.
Daniele, 51 punti sono una cifra che si vede raramente a ogni livello. Quando hai capito che sarebbe stata una serata speciale? Quanto lavoro individuale c’è dietro questa prestazione? Il distacco dalla Panormus è minimo: che sapore avrebbe sorpassare i “cugini” proprio nelle ultime curve del campionato?
Durante la partita ero estremamente concentrato; per noi era fondamentale portare a casa il risultato. Ho cercato di aiutare la squadra prendendo i tiri che mi spettavano, poi la palla ha iniziato a entrare con continuità, sorprendendo persino me. Alla fine il referto recitava 51, ma la cosa più importante è stata la vittoria. Il lavoro individuale non manca mai e, crescendo, aumenta anche l’esperienza; tuttavia, è in allenamento che la squadra lavora al meglio grazie a Jorge Silva: è un bravissimo allenatore che ci mette sempre nelle condizioni ideali per esprimerci al massimo. Mancano ancora alcune gare prima del derby con la Panormus. È una sfida sempre stimolante perché tra ragazzi ci conosciamo tutti e si respira una bella atmosfera, ma il nostro obiettivo rimane giocare ogni partita al massimo, a partire dalla prossima.
Sei alla tua terza stagione consecutiva in maglia Green. Cosa rappresenta per te questa società? Nel 2018/19 assaggiavi la Serie B: guardando a quel giovane Daniele che esordiva tra i senior, qual è la lezione più importante che hai imparato e che stai applicando oggi in DR1?
Qui devo correggerti: vesto i colori biancoverdi ormai da dieci anni! Dopo aver fatto tutta la trafila delle giovanili, oggi condivido lo spogliatoio con i giovanissimi del Green nei quali mi rivedo molto. È vero, sono stato lontano per qualche stagione, ma grazie alla fiducia di Ivan Drigo sono tornato a giocare e a divertirmi. In questi anni ho imparato a godermi ogni singolo istante sul parquet e, soprattutto, che la chiave di tutto è la passione per questo sport, tanto nei momenti di gioia quanto in quelli di fatica.
Hai affrontato sia i Ribera Knights che il Basket Cefalù 1972. Chi vedi favorita per il primo posto? Quali sono i punti di forza che distinguono queste due corazzate?
Entrambe le squadre sono molto ben attrezzate, sia per talento individuale che per solidità del gruppo; sicuramente non si risparmieranno nello scontro diretto. Cefalù è una compagine molto matura, composta da tanti atleti che vivono di basket, mentre Ribera gioca con un’intensità altissima e ritmi molto veloci. Lo sport, però, ci insegna che nei playoff può succedere di tutto e il fattore campo può incidere pesantemente. Inoltre, non sottovaluterei le squadre messinesi: possono assolutamente dire la loro.
Daniele, ti ringraziamo ancora per la disponibilità e ti facciamo un grande in bocca al lupo per il prosieguo della stagione!
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