Il “Punto delle Società” con … Elisabetta Caracò (Siracusa Basket)

Il nostro viaggio tra le società siciliane continua: dopo aver fatto tappa in Serie B e aver aperto la finestra sulla Serie C con il Gela Basket, restiamo nel Girone East per conoscere più da vicino il progetto del Siracusa Basket.

Con la presidente Elisabetta Caracò abbiamo parlato del bilancio del mercato estivo, degli obiettivi per la nuova stagione, delle rivali più accreditate nel girone e del valore del legame con il territorio, rafforzato dalla presenza dei giovani in prima squadra.

Buonasera Presidente! Grazie per la disponibilità. Qual è il bilancio complessivo che si sente di tracciare sulle operazioni estive del Siracusa Basket? Siete riusciti a centrare gli obiettivi che vi eravate prefissati?

Ciao! Sicuramente siamo soddisfatti del mercato estivo, considerando il piccolo budget a disposizione. La conferma di Vuk e gli arrivi di Vinicius e Ciccarello ci permetteranno di alzare un po’ il livello di fisicità, dandoci più soluzioni sotto canestro, un settore in cui lo scorso anno eravamo piuttosto deboli.
Abbiamo costruito una squadra equilibrata, dove anche gli esterni – Carpinteri, Amenta, Parlato, Cannoni e Russo – avranno un ruolo fondamentale. Gli ultimi due rappresentano inoltre delle importanti novità in casa Siracusa Basket.

Dopo il buon sesto posto dello scorso anno, quali sono gli obiettivi stagionali della squadra? Che idea si è fatta del livello del Girone East della Serie C?

Lo scorso anno abbiamo disputato un grande girone di ritorno, del tutto inaspettato, che ci ha permesso di chiudere al sesto posto.
Quest’anno il livello si è alzato parecchio, soprattutto nel Girone Est, dove società come Gela, Alfa, Comiso e CUS Catania hanno costruito roster molto competitivi, con l’obiettivo dichiarato di salire di categoria. Subito dietro, ci sarà una lotta serrata tra noi, Gravina, Giarre, PGS e Scicli.
Ad oggi noto una certa differenza tra i due gironi: quello Ovest è formato da molte squadre che puntano sui giovani e dispongono di budget più contenuti rispetto al Girone Est.
Sulla carta, le favorite sono Gela e Dierre, ma sarà il campo a parlare: ci aspetta una stagione molto lunga, con una sola promozione in Serie B e ben cinque retrocessioni.

Il Siracusa Basket è una realtà fortemente legata al territorio. Quanto conta per voi mantenere questo legame vivo, anche attraverso i giovani inseriti in prima squadra?

Lo sport, in generale, è fondamentale per tutti i bambini e i ragazzi: non è soltanto attività fisica, ma anche un’opportunità di integrazione e crescita condivisa.
A livello locale diventa uno strumento potente di inclusione e coesione sociale. Quando i giovani si sentono parte di un progetto e valorizzati, sono più motivati a impegnarsi e a raggiungere i propri obiettivi. La prima squadra rappresenta proprio questo: un traguardo, uno stimolo, la consapevolezza che ci sia un futuro possibile.
Crediamo fortemente che la vittoria più grande, al di là dei risultati, sia vedere tra i nomi della prima squadra tanti dei nostri ragazzi. Per questo è fondamentale che la città e i tifosi sostengano e promuovano lo sport a livello locale.

Un sentito grazie al presidente per aver condiviso con noi la sua visione e le ambizioni del Siracusa Basket.

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