5 DOMANDE A … Coach Gaetano Russo (CUS Catania)
Questa settimana abbiamo il piacere di ospitare una figura storica del basket catanese: coach Gaetano Russo, che torna alla guida della prima squadra del CUS Catania in Serie C.
Con lui abbiamo parlato del significato di questo nuovo capitolo in panchina, della costruzione della squadra, degli obiettivi stagionali, del livello del campionato, ma anche dello stato attuale del movimento cestistico locale e del valore fondamentale del settore giovanile.
Coach Russo, bentornato sulla panchina del CUS Catania. Lei ha iniziato ad allenare nel 1977 e ha scritto pagine importanti del basket catanese. Che cosa rappresenta per lei il ritorno in panchina oggi?
Buongiorno Daniele, ti ringrazio moltissimo per avermi coinvolto. Devo essere sincero: dopo l’esperienza in Serie B Interregionale nella stagione 2023/24, pensavo che sarebbe stato il momento giusto per lasciare spazio a qualche tecnico più giovane e in rampa di lancio. Tuttavia, il mio GM Marco Di Bella, dopo attente valutazioni, ha deciso di affidarmi nuovamente il ruolo di allenatore della prima squadra, sottolineando l’importanza di avere una guida con un forte legame con la società e un grande senso di appartenenza.
Il CUS Catania si sta attrezzando con un roster competitivo: sono già arrivati sei innesti importanti. Ci può dare qualche anticipazione sulla filosofia di gioco che vedremo in campo? Quali sono gli obiettivi della società per questa stagione?
Gli obiettivi sono chiari: disputare un campionato di alto livello e raggiungere la fase finale per la promozione in Serie B Interregionale. Dopo le ultime esperienze, abbiamo deciso di puntare su ragazzi con buone qualità tecniche, ma soprattutto con valori umani importanti, perché vogliamo costruire una bella “chimica” di squadra. D’altronde, i campionati non si vincono solo con i nomi.
Il girone di Serie C-East quest’anno sembra molto equilibrato e pieno di squadre ambiziose. Qual è il suo giudizio sul livello del campionato e sulle principali contendenti?
Il livello del nostro girone è decisamente alto. Le squadre che, sulla carta, sembrano più attrezzate sono Gela, Comiso, Alfa, e naturalmente ci aspettiamo molta competitività anche nei quattro derby contro Gravina, Alfa, PGS Sales e Giarre, che saranno sicuramente partite difficili e intense. Nell’altro girone, invece, mi aspetto molto dalla Dierre Reggio Calabria.
Guardando al basket a Catania e in provincia, qual è secondo lei lo stato di salute attuale del movimento cestistico locale? Dove si può e si deve migliorare?
Il movimento giovanile a Catania è in crescita: diverse società stanno lavorando bene e vorrei evidenziare in particolare Giarre, Gravina, Alfa, e anche noi del CUS che, in soli tre anni, siamo riusciti a ricostruire un settore giovanile solido. Il vero problema riguarda il livello delle prime squadre: mancano investitori e, soprattutto, una figura di riferimento dal punto di vista finanziario. Inoltre, le recenti normative che regolamentano lo sport hanno causato un aumento considerevole delle spese, rendendo ancora più difficile la gestione delle società.
Lei è stato anche Responsabile Tecnico Territoriale della FIP Sicilia, oltre che punto di riferimento per tanti giovani allenatori e atleti. Come vede oggi il movimento giovanile siciliano? Quanto sarà importante per il CUS integrare e valorizzare gli under nella prima squadra?
Ricordo con grande piacere l’esperienza da Responsabile Tecnico Territoriale. Il movimento giovanile siciliano è in fermento, c’è entusiasmo e voglia di fare. Il problema principale, però, è che i migliori talenti tendono ad emigrare verso i settori giovanili del nord Italia, e questo ci impedisce di fare quel salto di qualità necessario per competere ai massimi livelli. È fondamentale crescere a livello di prime squadre e, allo stesso tempo, investire maggiormente nei settori giovanili per dare ai nostri ragazzi la possibilità di esprimersi ad alti livelli anche restando in Sicilia. Per il CUS, valorizzare gli under sarà un obiettivo centrale.
Un sentito grazie a coach Russo per la disponibilità e per aver accettato con entusiasmo il nostro invito.
