5 DOMANDE A … FLAVIO PATERNO’ (PANORMUS BASKET)

Questa settimana, per la rubrica 5 DOMANDE A …, abbiamo avuto il piacere di intervistare Flavio Paternò, presidente e giocatore della Panormus Basket, impegnata nel Campionato di Divisione Regionale 1 – Ovest.

Con lui abbiamo parlato, tra le altre cose, della mission della sua società e della situazione del basket a Palermo, della collaborazione con la Pallacanestro Bagheria ’92 e la presenza in squadra di tanti under, tra i quali, Francesco Aiello e Giorgio Alioto.

Ciao Flavio, grazie per aver accettato questa intervista. Puoi raccontarci cosa vi ha spinto a fondare la Panormus Basket nel 2018? La vostra mission è quella di divulgare la cultura dello sport nei quartieri periferici di Palermo. Come cercate di perseguire questo obiettivo?

Grazie innanzitutto a voi per la bellissima iniziativa che state portando avanti. A lungo andare, aiuterà sicuramente ad aumentare la passione per questo sport. A noi, nel 2018, ci ha spinto proprio la passione, la voglia di vedere dei ragazzini giocare con un pallone in una città dove fare sport è sicuramente difficile. Nei quartieri popolari, oltre al calcio, non si vede mai nulla. Da sempre il nostro obiettivo è riuscire a togliere tanti ragazzi dalla strada, trasmettendo loro la passione per la pallacanestro. Per farlo, con molti sforzi, organizziamo numerosi eventi e manifestazioni che permettono a tutti di conoscerci nelle piazze della città. Oggi ricopriamo quasi tutta la parte orientale della città con sei centri minibasket, ma ci sono ancora molte zone da “aiutare”.

La Serie D maschile, campionato a cui state partecipando con tanti under, si sta dimostrando un campionato molto competitivo. Qual è l’obiettivo della Panormus Basket in questo campionato, e quali sono i vostri piani per il futuro?

In realtà, non ci sono obiettivi prefissati. Sicuramente vincere è bello ed importante per tenere alto il morale della società. Al momento siamo quinti in un campionato che è equivalente al 75% delle squadre della Serie C. Molti hanno investito, acquistando giocatori da fuori, ma fortunatamente noi, insieme a qualche altra squadra, riusciamo a giocarcela alla pari mettendo in campo i ragazzi del nostro settore giovanile, più qualche senior che comunque è cresciuto anche con noi, e altri con cui ci lega un forte legame di amicizia e rispetto. Pertanto, non abbiamo obiettivi specifici: giochiamo dando il massimo e proviamo a far crescere i nostri under.

State facendo un ottimo lavoro col settore giovanile, collaborate da anni con la Pallacanestro Bagheria 92 e quest’anno avete prestato Francesco Aiello e Giorgio Alioto agli Svincolati Milazzo nel torneo internazionale dell’EYBL, in cui si sono distinti come MVP e ALL STAR 5. Cosa ci puoi dire di questi due ragazzi e in che modo la vostra società supporta e sviluppa i giovani atleti?

Riuscire ad avere collaborazioni è sempre difficile. Questo è il quarto anno che due grosse società collaborano, e devo dire che non abbiamo mai avuto problemi. Anche questa collaborazione nasce da una grande amicizia con la famiglia Aiello e da una mission condivisa, rivolta ai giovani del settore giovanile. In pochi anni possiamo vantarci di essere riusciti a formare uno dei migliori settori giovanili siciliani. Sicuramente, avremo anche anni in cui i risultati saranno meno soddisfacenti, ma l’importante è dare sempre il meglio per valorizzare i nostri ragazzi. Per farlo, in accordo con Bagheria, abbiamo intrapreso la strada di permettere ad ogni ragazzo partecipante al campionato Under 17 di prendere parte anche ad un campionato senior, DR1 e DR2.
Francesco e Giorgio sono due ragazzi umili che non si tirano mai indietro e che, contrariamente a molti altri, stanno sempre più crescendo dal punto di vista tecnico e tattico, grazie alla partecipazione a campionati senior e anche ad eventi come l’EYBL (ringraziamo a tal proposito gli Svincolati Milazzo). Siamo orgogliosi di averli con noi, perché giorno dopo giorno dimostrano a tutti che, anche faticando, bisogna stringere i denti e lavorare in palestra per raggiungere i propri obiettivi.

Palermo ha una tradizione calcistica molto forte, ma il basket sembra avere difficoltà a emergere al livello più alto. Secondo te, quali sono le sfide principali per le società di basket in città e cosa si potrebbe fare per migliorare la situazione?

Palermo è viva e ha fame di basket, ma purtroppo si stanca facilmente di tutto. O vinci, o non vai bene. Di sicuro, le strutture non aiutano. Ahimè, c’è solo un campo a disposizione per le partite, ed è il PalaMangano. Spero tanto in questa amministrazione e nella rinascita del palazzetto di FondoPatti. Non essendoci una casa stabile, nessuno investirebbe su qualcosa che ogni anno è un punto interrogativo.

Per finire, parliamo di te come giocatore. Da gennaio hai ripreso a calcare il parquet. Cosa ti ha spinto a prendere questa decisione e come riesci a bilanciare il ruolo da presidente con quello di atleta?

Beh, forse sono più “cattivo” in campo che fuori. Purtroppo ho ancora tanta voglia di giocare e vorrei lasciare spazio ai più giovani, ma abbiamo deciso, d’accordo con coach Mantia, di dare una mano alla squadra, a cui forse mancava un po’ di leadership a causa della giovane età del gruppo. Non so se avrò minuti in campo nelle prossime partite ufficiali, ma anche in quel caso il mio obiettivo sarà principalmente quello di trasmettere ai ragazzi come ci si allena. Ho un rapporto speciale con ciascuno di loro; qualcuno mi vede come un fratello maggiore, qualcuno come un “padre”, e in realtà uno di loro, Giulio, come un fratello minore per davvero (risata).

Flavio, ancora per la tua testimonianza e in bocca al lupo per il prosieguo della stagione.

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